{"id":8846,"date":"2018-08-20T12:43:31","date_gmt":"2018-08-20T10:43:31","guid":{"rendered":"http:\/\/cgtcantabria.org\/wp\/?p=8846"},"modified":"2018-08-20T12:43:31","modified_gmt":"2018-08-20T10:43:31","slug":"desde-la-confederacion-general-del-trabajo-nos-solidarizamos-y-recordamos-a-todas-las-personas-migrantes-fallecidas-en-sus-puestos-de-trabajo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cgtcantabria.org\/wp\/?p=8846","title":{"rendered":"Desde la Confederaci\u00f3n General del Trabajo, nos solidarizamos y recordamos a todas las personas migrantes fallecidas en sus puestos de trabajo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/cgtcantabria.org\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/USI-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8847 alignleft\" src=\"http:\/\/cgtcantabria.org\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/USI-2-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/cgtcantabria.org\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/USI-2-300x209.jpg 300w, https:\/\/cgtcantabria.org\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/USI-2.jpg 470w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Las compa\u00f1eras de la Uni\u00f3n Sindical Italiana (USI) nos recuerdan que el 8 de agosto de 2018 se cumplen 62 a\u00f1os de la muerte de 252 trabajadores de la Miner\u00eda en B\u00e9lgica, entre los cuales, 136 eran inmigrantes italianos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">En la \u201ccivilizada Europa\u201d, no acogedora siguen muriendo personas migrantes en sus puestos de trabajo. Hoy como ayer, desde las minas de B\u00e9lgica hasta las campi\u00f1as de la Capitanata en Puglia, la dignidad y la seguridad en el trabajo se conjuga con la lucha antirracista y contra la explotaci\u00f3n patronal y del capitalismo salvaje.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MARCINELLE (Belgio) 8 AGOSTO 1956 \u2013 8 AGOSTO 2018 STRAGE DI MINATORI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MANTENIAMO LA MEMORIA STORICA SU 262 MORTI, (136 IMMIGRATI ITALIANI)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NELLA \u201cCIVILE EUROPA\u201d, NON ACCOGLIENTE, ANCORA MORTI SUL LAVORO, di IMMIGRATI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IERI COME OGGI, DALLE MINIERE IN BELGIO FINO ALLE CAMPAGNE DELLA CAPITANATA IN PUGLIA,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA DIGNITA\u2019 E LA SICUREZZA SUL LAVORO, SI CONIUGA CON LA LOTTA ANTIRAZZISTA E CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL CAPORALATO E DEL CAPITALISMO SELVAGGIO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RICORDIAMO UNA DATA, l\u20198 AGOSTO 1956. 62 anni fa, la strage su lavoro nella miniera di MARCINELLE in Belgio. Il bilancio finale fu di 262 morti, di cui 136 di emigrati italiani. Causa della strage operaia, un incendio scoppiato a quota 975 della miniera, nel distretto carbonifero di Charleroi, i minatori morirono a causa di un incidente banale, UCCISI SUL LAVORO soprattutto dalla \u00abpremeditata\u00bb imprevidenza, dalla mancanza di elementari misure di protezione, dalla disorganizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli eventi luttuosi dell&#8217;immigrazione italiana all&#8217;estero, in base ad accordi tra i Governi belga e italiano, forza lavoro e braccia in cambio di quote di carbone per la \u00abripresa economica\u00bb. Nel linguaggio locale, un misto tra il francese e il dialetto, fu detta \u00abLa catastr\u00f2fa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per molti anni, nessun Presidente della Repubblica Italiana, nessun esponente del Governo italiano, si \u00e8 recato sul luogo della strage di Marcinelle, n\u00e8 si impegn\u00f2 a sostegno delle vittime e dei familiari, nessun intervento istituzionale durante l&#8217;inchiesta successiva al disastro sul lavoro, con una giustizia inerte di fronte a questo \u00abmassacro annunciato\u00bb. OGGI, sar\u00e0 presente l\u2019attuale Ministro degli Esteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tanti anni di distanza dalla strage e in una fase nella quale in Europa, in Italia, continua la fuga di centinaia di migliaia di disperati e disperate, non solo dalla fame e dalla miseria, ma anche da persecuzione religiose, politiche, dalle discriminazioni etniche, con forme di sfruttamento bestiale e un mercato che ricorda quello, abolito formalmente, della schiavit\u00f9 e della tratta di di esseri umani, questa storia di emigrazione e di immigrazione (italiana, questa volta) dovrebbe farci riflettere. La sola rievocazione del fatto, non dovrebbe lasciare insensibili coloro che oggi, in Italia come nella \u00abcivile\u00bb Unione Europea con tante direttive sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, parla di \u00abflussi programmati\u00bbe di \u00abintegrazione\u00bb, o di \u00abinvasione\u00bb, quando si riferisce al fenomeno dell&#8217;immigrazione, come se fosse gi\u00e0 dimenticato quello che subirono i nostri antenati, bisnonni, nonni&#8230;emigrati e immigrati nei Paesi \u00abricchi\u00bb per uscire dalla quotidiana miseria e alla ricerca di un destino e di un futuro migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso pagato a caro prezzo di vite umane, come a Marcinelle, non dovremmo mai dimenticare i cartelli davanti a negozi ed esercizi pubblici \u201c\u2026vietato l\u2019ingresso ai cani e agli italiani\u201d. Non facciamo anche da noi, quello che fecero ai nostri connazionali, in termini di discriminazione, intolleranza e razzismo. OGGI COME IERI, CON I MORTI DI BRACCIANTI NELLE CAMPAGNE DELLA CAPITANATA E NEL NOSTRO \u201cBEL PAESE\u201d, sottoposti a regime di semischiavit\u00f9 e del caporalato, quindi della criminalit\u00e0 organizzata che sfrutta forza lavoro per pochi soldi e ottiene comunque margini di profitto e di controllo sociale, non sono sufficienti alcuni controlli DOPO che avvengono morti e disgrazie \u201cannunciate\u201d, sono fattori di sfruttamento sul lavoro e del lavoro, che vanno combattuti sempre e in funzione preventiva, all\u2019interno della generale \u201clotta di classe\u201d per la liberazione da sfruttamento e dominio, collegando la lotta contro le discriminazioni, l\u2019intolleranza, la barbarie di matrice razzista, anche se non esplicita, con la lotta contro lo sfruttamento salariale, di riduzione di diritti e di dignit\u00e0 delle persone, che lavorano e producono comunque la \u201cricchezza sociale\u201d italica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">l&#8217;Italia rimane pur sempre un PAESE DOVE LA SALUTE E&#8217; CONSIDERATA UNA MERCE, LA SICUREZZA NON SOLO SUI LUOGHI DI LAVORO MA SUI TERRITORI (inquinati, devastati, senza manutenzione, rimboschimento, o controlli seri in termini preventivi), E&#8217; VISTA DA PADRONI E GOVERNANTI COME \u00abUN COSTO\u00bb DA RIDURRE O ELIMINARE PER MANTENERE, IN REGIME DI \u00abCRISI PERMANENTE\u00bb, UN MARGINE PUR MINIMO DI PROFITTO, UN\u2019OCCASIONE PER LUCROSE SPECULAZIONI FINANZIARIE, EDILIZIE, o come smaltimento illecito di scorie e deposito di materie pericolose, inquinanti sui territori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NOI NON DIMENTICHIAMO, PERCHE&#8217; CHI NON HA MEMORIA, NON HA UN FUTURO E NONOSTANTE TUTTO, SIAMO ANCORA TENACEMENTE DETERMINATI, A LOTTARE COLLETTIVAMENTE, AD ESSERE SOLIDALI, PER UN ALTRO FUTURO&#8230;POUR UN AUTRE FUTUR<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Usi Unione Sindacale Italiana segreteria nazionale confederale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roma\/Milano\/Udine\/Caserta 8 agosto 2018<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Las compa\u00f1eras de la Uni\u00f3n Sindical Italiana (USI) nos recuerdan que el 8 de agosto de 2018 se cumplen 62 a\u00f1os de la muerte de 252 trabajadores de la Miner\u00eda en B\u00e9lgica, entre los cuales, 136 eran inmigrantes italianos. 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